Progetto realizzato con BWT presso Calpeda S.p.A.
Cosa sono i PFAS?
I PFAS (Sostanze Perfluoroalchiliche, dall’inglese Per- e Polyfluoroalkyl Substances) sono una famiglia di oltre 4.700 composti chimici artificiali caratterizzati da un legame carbonio-fluoro tra i più robusti della chimica organica. Questa struttura molecolare li rende straordinariamente stabili: resistono al calore, agli acidi, alle basi, ai grassi e all’acqua, motivo per cui sono stati impiegati massivamente a partire dagli anni ’50 del Novecento in centinaia di applicazioni industriali e di consumo.
Tra le applicazioni più diffuse: rivestimenti antiaderenti, imballaggi alimentari resistenti ai grassi, schiume antincendio AFFF, tessuti impermeabilizzanti, semiconduttori e trattamenti industriali di superficie.
Perché i PFAS sono pericolosi?
I PFAS sono definiti “inquinanti eterni” (forever chemicals) perché non si degradano nell’ambiente. Si accumulano nei suoli, nelle acque sotterranee, nella catena alimentare e nell’organismo umano — soprattutto nel sangue, nel fegato e nei reni.
L’esposizione cronica è associata a:
- Disfunzioni del sistema endocrino e ormonale
- Alterazioni del sistema immunitario
- Aumento del rischio di alcuni tumori (rene, testicolo, tiroide)
- Effetti sullo sviluppo fetale e neonatale
- Ipertensione in gravidanza, colesterolo elevato, malattie cardiovascolari
Il Veneto e il “triangolo PFAS”
Il Veneto è una delle regioni europee più colpite dall’inquinamento da PFAS, con una vasta area tra le province di Vicenza, Verona e Padova storicamente contaminata da scarichi industriali. Dal 2013, l’ARPAV ha intensificato il monitoraggio delle falde, portando all’imposizione di limiti sempre più stringenti anche per i prelievi idrici industriali.
La normativa di riferimento
La crescente attenzione normativa verso i PFAS ha portato negli ultimi anni all’introduzione di limiti e controlli sempre più stringenti. Alcuni dei composti più noti, tra cui PFOA, PFOS e PFHxS, sono inoltre oggetto della Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (POP).
A livello europeo, la Direttiva UE 2020/2184 ha introdotto specifici parametri per i PFAS nelle acque destinate al consumo umano, successivamente recepiti in Italia dal D.Lgs. 18/2023.
TECNOLOGIE DI ABBATTIMENTO DEI PFAS
Come si eliminano i PFAS dall’acqua?
La scelta della tecnologia dipende dal tipo di molecole presenti, dalla portata da trattare, dalla concentrazione iniziale e dal limite allo scarico da rispettare.
1. Carboni Attivi Granulari (GAC) — il gold standard
La tecnologia GAC è oggi il riferimento per l’abbattimento dei PFAS. I carboni attivi granulari hanno un’elevatissima superficie specifica (800–1.200 m²/g) e adsorbono selettivamente i PFAS per interazioni idrofobiche.
- Efficienza: fino al 95–99% di abbattimento per PFOS e PFOA
- Configurazione tipica: doppia colonna in serie (lead-lag) per garantire continuità operativa
- Necessaria rigenerazione o sostituzione periodica del carbone
2. Nanofiltrazione (NF) e Osmosi Inversa (RO)
Membrane efficaci soprattutto sui PFAS a catena corta, ma producono un concentrato da smaltire.
Per Calpeda, la scelta di Acqua Tecnica e BWT è ricaduta sulla doppia colonna GAC, la più adeguata al profilo di contaminazione rilevato e ai limiti imposti da Acque del Chiampo.
IL CASO CALPEDA: DAL PROBLEMA ALLA SOLUZIONE
Chi è Calpeda S.p.A.
Calpeda S.p.A. è un’eccellenza italiana nella produzione di elettropompe e sistemi di pompaggio, con sede a Montorso Vicentino (VI). Fondata nel 1959, esporta i propri prodotti in oltre 80 paesi ed è riconosciuta a livello internazionale per qualità e affidabilità. Acqua Tecnica collabora con Calpeda da oltre 15 anni nella fornitura di soluzioni per il trattamento dell’acqua.

Il problema: il pozzo contaminato da PFAS
Calpeda utilizza acqua proveniente da un pozzo privato per parte dei propri fabbisogni idrici industriali.
Pur non impiegando PFAS nei propri cicli produttivi, le analisi avevano evidenziato la presenza di queste sostanze nell’acqua proveniente dalla falda. Dopo aver escluso che l’origine fosse riconducibile ai processi aziendali, è quindi emersa la necessità di intervenire direttamente sull’acqua di approvvigionamento.
Per documentare l’efficacia dell’intervento utilizziamo i risultati della campagna analitica di luglio 2026, che permette di confrontare nello stesso periodo l’acqua di pozzo prima del trattamento con quella sottoposta a filtrazione.
Nel campione di acqua di pozzo sono stati rilevati diversi PFAS, con concentrazioni particolarmente significative per PFOA, PFBS e PFOS.
Le analisi pre-installazione
Le analisi di laboratorio effettuate nel 2024 sull’acqua di pozzo, prima della realizzazione dell’impianto di trattamento, hanno evidenziato:
| PFAS rilevato | Concentrazione |
|---|---|
| PFBA | 123 ng/L |
| PFPeA | 17 ng/L |
| PFHxA | 19 ng/L |
| L-PFOA | 72 ng/L |
| R-PFOA | 37 ng/L |
| PFBS | 99 ng/L |
| L-PFHxS | 20 ng/L |
| R-PFOS | 25 ng/L |
| L-PFOS | 34 ng/L |
La presenza di PFAS nell’acqua di approvvigionamento ha reso necessario approfondire il profilo di contaminazione e individuare una soluzione di trattamento in grado di garantire il rispetto dei valori previsti per lo scarico.
Nei mesi successivi, anche il quadro normativo regionale relativo ai PFAS ha continuato a evolversi. Di seguito riportiamo, come riferimento attuale, i limiti provvisori previsti per lo scarico del collettore A.Ri.C.A. dal Decreto della Regione Veneto n. 386 del 23/12/2024.
II valori di riferimento per i PFAS allo scarico
| Parametro | Limite µg/L | Limite ng/L |
|---|---|---|
| PFOS lineare | ≤ 0,03 | ≤ 30 |
| PFOA lineare | ≤ 0,10 | ≤ 100 |
| PFBA | ≤ 0,15 | ≤ 150 |
| PFBS | ≤ 0,35 | ≤ 350 |
| Somma altri PFAS* | ≤ 0,25 | ≤ 250 |
| cC6O4 | ≤ 0,10 | ≤ 100 |
| GenX (HFPO-DA) | ≤ 0,10 | ≤ 100 |
*La voce “Somma altri PFAS” comprende PFPeA, PFNA, PFDeA, PFHxA, PFHpA, PFUnA, PFHxS e PFDoA.
Valori di riferimento: limiti provvisori previsti per lo scarico del collettore A.Ri.C.A. dal Decreto della Regione Veneto n. 386 del 23/12/2024.
Fonte: Decreto Regione Veneto n. 386/2024
La soluzione: impianto a doppio stadio GAC con BWT
Sulla base dei dati analitici e dei valori di portata e consumo idrico, Acqua Tecnica — in partnership con BWT — ha progettato e realizzato un impianto personalizzato a doppio stadio di filtrazione a carbone attivo granulare (GAC).
Caratteristiche tecniche
| Tecnologia | Doppio stadio di filtrazione a carbone attivo granulare (GAC) |
| Fornitore | BWT — Best Water Technology |
| Carbone attivo | Due GAC con caratteristiche differenti: mesoporoso nel primo stadio e microporoso nel secondo |
| Portata di progetto | 5 m³/h |
| Configurazione | Due filtri in serie: il primo stadio svolge la quota principale del trattamento, il secondo completa l’adsorbimento |
| Monitoraggio | Analisi periodiche pre/post filtro per verificarere le prestazioni del sistema e la capacità adsorbente residua |
| Costruzione | Personalizzata sulla base delle caratteristiche dell’acqua, della portata e dei consumi |


La relazione tecnica BWT: perché due carboni diversi
La progettazione dell’impianto è partita dall’analisi delle diverse caratteristiche dei PFAS presenti nell’acqua di pozzo. Non tutte le molecole, infatti, vengono adsorbite dal carbone attivo con la stessa efficacia: secondo la relazione tecnica BWT, l’affinità è generalmente maggiore per i composti solfonici rispetto agli acidi carbossilici e per i PFAS a catena lunga rispetto a quelli a catena corta.
Per questo BWT ha individuato una configurazione a due stadi in serie, combinando carboni attivi con caratteristiche differenti: un carbone mesoporoso a monte, particolarmente indicato per molecole come PFOA e PFOS, seguito da un carbone microporoso, più performante nei confronti di composti a catena corta come PFBA e PFBS. La combinazione permette quindi di affrontare in modo più efficace un profilo di contaminazione eterogeneo come quello rilevato nel pozzo Calpeda.
Il sistema è stato dimensionato per una portata di 5 m³/h, con circa 1,4 m³ di carbone attivo per ciascun filtro, per un totale di 2,8 m³. La relazione BWT stima un’autonomia teorica superiore a 23.000 m³ di acqua trattata, pari a circa 575 giorni lavorativicon un funzionamento di 8 ore al giorno. In condizioni operative reali, BWT ritiene quindi possibile una durata del sistema superiore ai 365 giorni, da verificare attraverso il monitoraggio periodico delle concentrazioni di PFAS prima e dopo il trattamento.


L’impianto in immagini











I risultati post-installazione
Nel luglio 2026, a impianto operativo, sono stati sottoposti ad analisi due campioni: acqua di pozzo e acqua di pozzo filtrata. Il confronto permette di valutare le prestazioni del sistema di trattamento sui diversi PFAS rilevati.
Valori PFAS pre e post filtro
| Acqua di pozzo | Acqua filtrata | Abbattimento minimo | |
|---|---|---|---|
| PFBA | 29 ng/L | < 2 ng/L | > 93,1% |
| PFPeA | 10 ng/L | < 2 ng/L | > 80,0% |
| PFBS | 64 ng/L | < 2 ng/L | > 96,9% |
| PFHxA | 18 ng/L | < 2 ng/L | > 88,9% |
| PFHpA | 8 ng/L | < 2 ng/L | > 75,0% |
| PFHxS | 11 ng/L | < 2 ng/L | > 81,8% |
| PFOA lineare | 132 ng/L | < 2 ng/L | > 98,5% |
| PFOA totale | 171 ng/L | < 2 ng/L | > 98,8% |
| PFOS lineare | 38 ng/L | < 2 ng/L | > 94,7% |
| PFOS totale | 45 ng/L | < 2 ng/L | > 95,6% |
| Somma altri PFAAs* | 46 ng/L | < 2 ng/L | > 95,6% |
*Somma PFAAs esclusi PFOA, PFOS, PFBA e PFBS, secondo la classificazione utilizzata nel rapporto di prova.
Tutti i PFAS analizzati sotto il limite di quantificazione
Il confronto evidenzia l’efficacia del sistema di trattamento: nel campione di acqua filtrata tutti i PFAS analizzati risultano inferiori a 2 ng/L, limite di quantificazione del metodo utilizzato dal laboratorio.
Particolarmente significativo il risultato sul PFOA totale, che passa da 171 ng/L a < 2 ng/L, con un abbattimento superiore al 98,8%. Anche il PFBS passa da 64 ng/L a < 2 ng/L (> 96,9%) e il PFOS totale da 45 ng/L a < 2 ng/L (> 95,6%).
Le percentuali indicate rappresentano un abbattimento minimo calcolabile: poiché il risultato post-trattamento è inferiore a 2 ng/L e non pari a 2 ng/L, l’efficienza effettiva del trattamento potrebbe essere superiore.

LA PAROLA A CALPEDA S.P.A.
La testimonianza di Calpeda
Riportiamo di seguito il commento di Calpeda S.p.A. sull’esperienza con Acqua Tecnica e BWT.
“Dopo un primo momento di smarrimento nell’aver scoperto la presenza dei PFAS e dopo aver verificato accuratamente che nei cicli di produzione non ci fosse rilascio delle sostanze incriminate, abbiamo iniziato ad effettuare delle analisi periodiche dell’acqua di pozzo, scoprendo che l’inquinante arrivava proprio dalla fonte di approvvigionamento.In collaborazione con Acqua Tecnica e BWT abbiamo poi stimato le portate ed i consumi e definito il punto dell’impianto in cui installare le nuove apparecchiature.A fronte delle ns. informazioni, BWT ha identificato i filtri più idonei fatti su misura delle ns. esigenze.Grazie alla collaborazione di Ze.Nam nel periodo delle ferie 2025 è stato realizzato l’impianto che ci ha permesso di rientare nei valori minimi di autorizzazione allo scarico.”
Calpeda e Acqua Tecnica collaborano da oltre 15 anni. Questo progetto conferma un rapporto professionale fondato su competenza, fiducia e risposta concreta alle esigenze del cliente.
Acqua Tecnica S.r.l.
Dal 2008 Acqua Tecnica commercializza prodotti per il trattamento dell’acqua. Siamo Concessionari in esclusiva per Vicenza di Cillit e BWT e partner di Fluidra e Dora Baltea.
“L’acqua non è un prodotto: è vita e responsabilità. Perché l’acqua che ognuno beve, che usa, che attraversa i suoi spazi, determina la sua salute, il suo lavoro, il suo futuro.


