L’acqua impiegata negli impianti termici non deve essere considerata un mero elemento di riempimento, bensì un fluido termovettore le cui caratteristiche chimico-fisiche determinano direttamente l’efficienza dello scambio energetico e la conservazione degli asset impiantistici. La corretta gestione di tale fluido è regolata da un quadro normativo stringente, volto a massimizzare il rendimento e ridurre l’impatto ambientale.
Evoluzione del quadro normativo e obbligatorietà
La disciplina tecnica sul trattamento dell’acqua ha subito un’importante evoluzione legislativa, finalizzata al contenimento dei consumi energetici:
- DPR 59/2009: Ha introdotto l’obbligo di trattamento dell’acqua per tutti gli impianti termici, definendo prescrizioni specifiche basate sulla durezza totale e sulla potenza dell’impianto.
- DPR 74/2013: Questo decreto ha reso sistematico il controllo dell’efficienza energetica attraverso il Libretto di Impianto. La conformità del trattamento dell’acqua è un requisito documentale obbligatorio, la cui assenza o non conformità espone il responsabile dell’impianto a sanzioni amministrative e a una decadenza dell’efficienza dichiarata.
- DMiSE 26.06.2015 (Decreto Requisiti Minimi): Ha sancito l’obbligatorietà del trattamento chimico e della filtrazione in occasione di nuove installazioni, ristrutturazioni o sostituzioni di generatori di calore, legando indissolubilmente la validità della garanzia del produttore alla qualità dell’acqua.
- UNI 8065:2019: Rappresenta la norma tecnica di riferimento che definisce i protocolli operativi per il lavaggio, il condizionamento chimico e la filtrazione, stabilendo i limiti analitici per parametri quali pH, durezza, ferro e conducibilità.
Dinamiche del condizionamento chimico e filtrazione magnetica
Il mantenimento delle prestazioni ottimali richiede l’integrazione di due sistemi difensivi: il condizionamento chimico e la separazione meccanica dei fanghi.
Il condizionamento chimico prevede l’utilizzo di inibitori di corrosione e agenti disperdenti che stabilizzano il fluido, prevenendo la formazione di scaglie calcaree e fenomeni corrosivi localizzati. Tuttavia, la presenza di ossidi metallici (magnetite) derivanti dalla naturale ossidazione dei componenti ferrosi richiede un’azione di rimozione fisica continua.
In tale contesto, l’integrazione di defangatori magnetici Pacetti (serie MF – MFM) si rivela fondamentale.


Questi dispositivi operano attraverso un principio di separazione ciclonica e attrazione magnetica. Un aspetto tecnico di rilievo dei modelli Pacetti è l’assenza di significative perdite di carico. Grazie a un’elevata superficie di filtrazione in linea, il fluido attraversa il dispositivo senza subire rallentamenti cinetici che potrebbero compromettere la prevalenza delle pompe di circolazione, garantendo al contempo la cattura totale delle impurità.

Impatto sull’efficienza energetica e longevità
L’accumulo di depositi fangosi e incrostazioni agisce come un isolante termico: è dimostrato che uno strato di soli 1 mm di deposito può ridurre il rendimento dello scambiatore di calore di oltre il 10%.
L’adozione di un sistema di trattamento conforme alla norma UNI 8065 e l’installazione di sistemi di filtrazione ad alta superficie come i defangatori Pacetti garantiscono:
- Rendimento Termico Costante: Ottimizzazione dello scambio calore-fluido.
- Longevità del Generatore: Protezione delle pompe di circolazione e degli scambiatori primari.
- Risparmio Economico: Riduzione dei costi di manutenzione straordinaria e del consumo di combustibile.
- Ecosostenibilità: Minori emissioni di CO2 grazie a una gestione termica efficiente.
In conclusione, il trattamento dell’acqua non rappresenta solo un adempimento burocratico, ma una rigorosa necessità tecnica per la salvaguardia e l’efficientamento dell’edificio.


